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Lo sport dovrebbe solo unire
Da anni il podismo ha visto un aumento esponenziale di praticanti e questo é sotto l'occhio di tutti. Basti pensare a quante gare competitive c'erano in Italia agli inizi degli anni 2000 e quante ce ne sono ora per non parlare delle non competitive. Nel trail running, che ancora veniva chiamato semplicemente corsa in montagna, si correva in 150/200 partecipanti e alle sky race, gare in alta quota che neanche esistevano. Ora abbiamo una moltitudine di gare con abbondanti scelte logistiche. Questo aumento massiccio di podisti ha arricchito notevolmente il "pianeta running" ma ne ha anche mutato valori e mentalità. Una delle cose che ha iniziato a dividere il popolo del running furono i GPS: Si! Hai letto bene i GPS. A metà anni 2000 ci furono i primi modelli tra le varie marche ed erano orologi da polso dalle dimensioni gulliveriane e dal peso agghiacciante. Certe marche optavano pure per il sensore esterno che ti dovevi attaccare al braccio e che pesava più dell'orologio. Così nel tempo il popolo della corsa iniziò a dividersi tra le marche e con l'avvento dei social iniziò di fatto la guerra tra i "polariani" ed i "garminiani". Che tristezza! Io ho avuto la fortuna di usare entrambe le marche ed aver deciso con quale mi ci trovassi meglio ma mi sono sempre astenuto dal fare coming out per motivi di quieto vivere 😂. Poi agli inizi del 2010 iniziarono a venir proposti i percorsi di trail running nelle montagne e colline di fatto una tipologia di gare di nicchia e dove il 90% partecipava perché finalmente non si guardavano i cronometri. Anche le gare in montagna più storiche non arrivavano ai 1000 iscritti e in quei 1000 iscritti una buona parte camminava tutto il percorso per gustarsi i panorami. Negli anni gli interessi attorno ai trail aumentò e la divisione stava per manifestarsi come ovvio soprattutto nei social. Mentre agli inizi, complice soprattutto il basso numero di praticanti, ci si conosceva praticamente tutti nel tempo la moda della corsa fece apparire personaggi che erano inimmaginabili qualche tempo prima. Arrivarono le donne con le codette legate da fiocchi nero/viola con la maglia viole e i ghirigori neri, con i pantaloncini neri e le righette viola, i calzini neri e viola e le scarpe...ovviamente nere con le righette viola. Questo non divideva ma faceva ridere davvero. Quello che ha iniziato a dividere é stata la mentalità avversa nei confronti di chi non praticava lo stesso tipo di sfumatura podistica. Arrivarono così le etichette "stradista" come se correre su strada fosse una cosa da sminuire o che fosse comunque da evitare. Mi ricordo che sentivo discorsi veramente al limite dell'assurdo da gente che poi su strada aveva comunque iniziato a correre. Quindi non c'erano più i podisti che in estate correvano in montagna per svagarsi ma c'erano i trailers Vs runners o roba simile. Poi si sono divisi pure sul trail running , ambiente che ho abbandonato per questioni personali nel 2017, ed ora ci sono quelli che il tail deve essere minimo di 40 km sennò non fanno riscaldamento e quelli che invece corrono trail più brevi ma che si divertono lo stesso. Chi avrà ragione? Vale secondo me la teoria dell'alimentazione tra vegani, vegetariani (io lo sono tra l'altro) onnivori, carnivori e tutti gli altri tipi di alimentazione dove ha ragione chi non rompe le p@lle! Fine della storia anzi...no! Tra le tante altre cose che tendono a dividere la gente che pratica uno sport ci sono pure le cuffiette con la musica. Io grande amante della musica rock e della chitarra ho suonato per un po' di anni. Dal 2016 ho iniziato ad ascoltare musica durante le mie uscite corsaiole...non sempre ma molto spesso e mi piace molto soprattutto perché tempo non ne ho molto e quindi unisco l'utile al dilettevole. Qualche tempo fa in una pagina di un noto social network vidi una vera e propria polemica assurda tra gente che usava le cuffiette e chi assolutamente non le voleva manco sentir nominare anzi! Sorvoliamo su ciò che ho letto. Ne ho dedotto che tra le cose che più dividono la gente che pratica la corsa nulla rende più iracondi degli intolleranti delle cuffiette e non importa se si spiega che il volume deve essere basso o che ognuno é anche libero di fare il cavolo che vuole. La teoria dovrebbe essere che lo sport educhi ed insegni dei valori e unisca la gente che vive in un mondo che fa di tutto per dividere altrimenti continueremo sempre a correre nel buio!
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